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Masterchef vince Federico, perde la diretta e “La Stampa” annuncia prima il vincitore @Masterchef_it

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Innanzitutto onore al vincitore, Federico Francesco Ferrero, semplicemente Federico di Masterchef, anzi il Masterchef della terza edizione.

Medico, nutrizionista, uomo del nord sempre composto e tenace è riuscito a far apprezzare la sua cucina ai giudici soprattutto per il suo spiccato senso estetico, che a volte si è spinto anche troppo oltre, ed alla sua preparazione sulle proprietà degli ingredienti.

Federico ha battuto Almo, uomo del sud, più vicino alle tradizioni ed alla cucina italiana.

Potremmo dire che nonostante l’ultima prova in semifinale si sia basata sulle osterie e nonostante le lodi dei giudici con Cracco che si è spinto a dire che queste “locande” sono la base culinaria tradizionale della cucina italiana ha vinto l’aspirante chef meno vicino alla tradizione e più innovativo.

Un programma che per 12 puntate e tre mesi è stato sempre gradevole, veloce, pungente e irrispettoso anche dei giudici che spesso risultavano dispotici e poco “umani”, ma che in realtà hanno subito sposato le cause dei tanti aspiranti costruendo rapporti “fuori dal montaggio” umani con un po’ tutti.

Peccato per due gravi sbavature dell’ultimo minuto, la diretta innanzitutto.

I tre giudici erano attesi alla loro prima vera prova al timone della trasmissione ed hanno fallito.

Forse le colpe sono molteplici, innanzitutto una location che per quanto suggestiva, i Magazzini Generali di Milano, era allestita male, molto chiasso e pochi punti di riferimento per i tre che dovevano “tenere botta”, in seconda battuta si è troppo tergiversato con scambio di battute con gli eliminati e il promo della versione junior del programma.

Quello che proprio non è andato giù è la costruzione assolutamente fasulla della fine della prova e l’inizio della diretta come se non ci fosse soluzione di continuità, ma in realtà sono passate diverse settimane.

Infine l’impreparazione dei giudici a tenere la diretta, parlavano fuori campo fra di loro e con la regia, Cracco si teneva la busta con il verdetto davanti la bocca convinto che non lo si potesse sentire, in realtà aveva il microfono aperto.

Tutto questo per arrivare alla conclusione di un Joe Bastianich che con il suo italiano stentatissimo invitava ai nuovi casting e Bruno Barbieri rifaceva il promo per la versione junior del programma con la telecamera che si avvicinava e allontanava dalle loro facce che a tratti erano normali e a tratti deformi per l’aberrazione dell’obiettivo.

Insomma in molti su twitter hanno elogiato il montatore del programma che per 12 episodi ha tagliato, cucito, effettato in modo tale da far sembrare tutto più bello, speriamo che sia l’ultimo esperimento di diretta e che magari si possano, invece, accorciare i tempi di registrazione e montaggio dello show per renderlo più “attuale”.

Il secondo elemento di stranezza è l’annuncio su twitter de La Stampa di Torino che con qualche minuto di anticipo ha rivelato il vincitore su twitter con tanto di link ad un articolo già ampiamente scritto.

 

Casualità? In molti hanno notato che il sigillo “del notaio”, come dichiarato da Carlo Cracco, era decisamente già saltato al momento dell’apertura della busta, ma che lo stesso non fosse spezzato come dovrebbe accadere rompendolo…

Insomma una fine ingloriosa per un programma che invece è stato bello, appassionante e mai scontato.

La fotogalleria:

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