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Marco Mengoni Torna con “Le Cose Che Non Ho”

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Esce venerdì 4 dicembre “Le cose che non ho”, il nuovo album di Marco Mengoni che chiude idealmente quella playlist in divenire lasciata aperta a gennaio al momento dell’uscita di “Parole in circolo”. “In questo anno sono cresciuto e credo sia importante mandare messaggi – spiega lui -. Sono vicino a chiunque abbia lottato per migliorare la nostra civiltà. Cosa mi manca oggi? Il tempo di godermi il presente”.

Ha aperto l’anno musicale italiano e ora di fatto lo chiude. In mezzo un tour breve ma intenso che nel 2016 vivrà la sua seconda tranche con un numero cospicuo di date, che molto probabilmente comprenderanno uno sconfinamento in alcuni Paesi europei. Per Marco Mengoni questo è stato un anno decisamente importante, caratterizzato da quella che all’uscita di “Parole in circolo” era stata definita una playlist (“ma non mi piace come termine, è troppo moderno, io sono anziano…”) in divenire. “E’ stato periodo creativo molto lungo che vorrei continuasse – spiega lui -. Ci ho messo tutto quello che potevo per equiparare i due dischi, renderli i più equilibrati possibile.”.

Cosa ti ha lasciato questo periodo di lavoro così lungo e articolato?
Devo ancora capire del tutto… Di sicuro oggi ho una consapevolezza e una maturità che mi serviranno in futuro. Ma io cerco di concentrarmi sempre sul presente. Devo ancora mettere a fuoco.

Tu sei uno in continua evoluzione, ti dichiari perennemente insoddisfatto…
Mi metto sempre in discussione e distruggo quello che poi faccio. La produzione e aver iniziato un percorso con Michele Canova, mi ha fatto crescere e prendere strade diverse, magari anche passando attraverso scontri. La musica è un mezzo per farmi crescere e per questo non sarò mai soddisfatto del tutto.

C’è qualcosa di te che vorresti che i fan non si perdessero?
Il lato che non deve sfuggire potrebbe essere un difetto ma alla fine diventa un pregio. Sono un testardo che va avanti sempre con l’obiettivo di superarsi. Io e il mio pubblico stiamo crescendo insieme, spero che questo lo avvertano. Sia nella mia musica che nel percorso che stiamo facendo insieme.

“Parole in circolo” è una canzone che parla di libertà e gesti che cambiano in meglio il mondo…
Mandare dei messaggi è fondamentale per me. Sono vicino a chiunque abbia lottato per migliorare la nostra civiltà, persone inarrivabili come Martin Luther King o Gandhi. Questo disco è uscito in un momento storico delicato. Sono contento di aver alzato gli occhi, essere cresciuto e aver parlato di… amore.

Hai partecipato alla scrittura di quasi tutti i pezzi dell’album: come funziona l’interazione con gli altri autori?
Gli autori con cui collaboro sono persone vicine a me, che mi conoscono e con cui condivido momenti di vita quotidiana. In alcuni casi mi propongono testi o basi musicali, che sono magari emerse da uno nostro scambio. In altri casi invece sono io che scrivo e chi ha più esperienza di me mi aiutare a limare. Ma è sempre un mutuo scambio: io prendo da loro e loro prendono da me.

“Solo due satelliti” porta invece solo la firma di Giuliano Sangiorgi…
Con Giuliano ci conosciamo e siamo amici da tanto ma non avevo mai avuto la possibilità di collaborare con lui. All’inizio mi ha mandato un pezzo, bello ma non adatto al mio disco. Dopo pochi mesi invece è arrivato un brano piano e voce che mi è sembrato da subito una delle perline che mancavano a questa collana. spero di essere riuscito a farlo mio.

C’è una canzone scritta da Sia. Come è nata questa collaborazione?
È una delle maggiori artiste pop che ammiro sin dai primi dischi. Sono contento che il suo team abbia risposto alla chiamata. Ho anche provato a fare un adattamento in italiano del testo ma tradurre tutte le cose che dice era impossibile e ho preferito lasciare il brano in inglese.

Lo sbocco internazionale è un tuo obiettivo?
Abbiamo ricevuto tante proposte in questi anni. Adesso ci siamo decisi a fare uscire un disco in una lingua diversa da quella italiana e così il precedente “Parole in circolo” uscirà in spagnolo. Ma non voglio avere aspettative particolari.

C’è qualcosa che ti manca?
Il tempo. Mi arrabbio molto perché in questa vita troppo veloce non riesco mai a fermarmi per godermi il presente.

Ti sembra possibile? Tu che ne pensi?